In breve: con l'AI Act — il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale — è arrivato anche un
obbligo di cui si parla poco: la AI literacy, cioè un livello minimo di competenza sull'AI per chi la
usa al lavoro. Lo prevede l'articolo 4, e non riguarda solo le grandi aziende tecnologiche: riguarda
qualunque organizzazione i cui collaboratori usano strumenti di intelligenza artificiale. Vediamo cosa
significa davvero e come mettersi in regola.
Cos'è l'AI Act (in due righe)
L'AI Act è il primo regolamento organico al mondo sull'intelligenza artificiale, approvato dall'Unione
Europea. Classifica i sistemi di AI per livello di rischio e introduce obblighi graduali, con scadenze
diverse nel tempo. Una di queste scadenze è già operativa e tocca tutte le aziende: la formazione.
L'articolo 4: l'obbligo di AI literacy
L'art. 4 stabilisce che fornitori e utilizzatori (i cosiddetti "deployer") di sistemi di AI devono
garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione sull'intelligenza artificiale del proprio
personale e di chiunque operi per loro conto.
In parole semplici: se i tuoi collaboratori usano l'AI al lavoro — anche solo ChatGPT per scrivere
email o testi — l'azienda deve assicurarsi che sappiano usarla in modo consapevole e sicuro.
Non serve trasformare i dipendenti in ingegneri. Serve che capiscano:
- cosa può e cosa non può fare l'AI (e quando "inventa");
- quali dati non vanno mai inseriti nei prompt (privacy e riservatezza);
- i rischi di errori, bias e dipendenza acritica dallo strumento;
- le regole base di un uso responsabile.
Chi riguarda (probabilmente anche te)
L'obbligo di AI literacy non è limitato ai colossi del tech. Riguarda qualsiasi organizzazione — PMI,
studi professionali, enti pubblici — i cui addetti utilizzano strumenti di AI nelle attività quotidiane.
Considerato quanto è diffuso ormai l'uso di assistenti come ChatGPT, è difficile che la tua azienda ne sia
completamente fuori.
Le date che contano
L'obbligo di AI literacy dell'art. 4 è tra le prime disposizioni dell'AI Act a diventare applicabili, ed è
già applicabile dal 2 febbraio 2025. La vigilanza e l'applicazione delle regole da parte delle autorità
nazionali iniziano dal 2 agosto 2026. Tradotto: non è qualcosa da rimandare "a quando ci sarà tempo".
Cosa significa "essere in regola"
Qui c'è un punto pratico importante: è prudente poter documentare le misure adottate per garantire
l'AI literacy — per esempio con attestati, registri e una traccia degli argomenti affrontati. L'art. 4 non
impone uno specifico attestato, ma conservare evidenze aiuta a dimostrare concretamente il percorso svolto.
Come mettersi in regola, in pratica
Per la maggior parte delle aziende il percorso è semplice:
- Mappare chi usa l'AI e come (anche l'uso informale di ChatGPT conta).
- Definire regole interne minime su privacy, dati e uso corretto.
- Formare il personale con un percorso di AI literacy documentabile.
- Conservare la prova della formazione (attestati, registro).
Per il passaggio 3 esiste un percorso dedicato e pratico: un
corso pratico su AI Act e AI literacy pensato proprio per chi lavora con
l'AI, breve e con attestato nominativo, così la formazione la puoi anche dimostrare. È un modo rapido
per coprire l'obbligo dell'art. 4 senza fermare l'azienda.
E se vuoi andare oltre l'obbligo
La formazione è il minimo di legge, ma è anche l'occasione per usare davvero bene l'AI. Se vuoi capire
dove l'intelligenza artificiale può far risparmiare tempo nei tuoi processi, è il tema della mia
consulenza AI per le aziende: formazione e applicazione vanno
a braccetto.
👉 Hai dubbi se l'AI Act ti riguarda? Scrivimi e ne parliamo senza impegno.
Domande frequenti
L'AI Act obbliga le aziende a fare formazione?
Sì. L'art. 4 richiede che chi fornisce o utilizza sistemi di AI garantisca un livello sufficiente di
"AI literacy" tra il personale che li usa.
Vale anche se usiamo solo ChatGPT?
Sì. L'obbligo riguarda l'uso di sistemi di AI in generale, inclusi gli assistenti generativi usati per
attività quotidiane come scrivere email o contenuti.
Come si dimostra di aver adottato misure di AI literacy?
È utile conservare una traccia documentale delle misure adottate: per esempio attestati, registri e
programma dei contenuti. L'art. 4 non prescrive un formato unico, ma le evidenze aiutano in caso di verifica.
Quanto dura una formazione di AI literacy?
Per coprire i fondamentali bastano poche ore, se il corso è ben fatto e mirato a chi usa l'AI sul lavoro,
non a tecnici specialisti.
Cosa insegnare al team su AI, digitale e cybersecurity e come misurarne il ritorno.